Presentazione di Aida Tlish

Aida Tlish è un’artista russa che vive da tempo in Italia.

La sua pittura si caratterizza per il raffinato astrattismo, attraverso il quale rappresenta spesso figure femminili, stilizzate in contesti cromatici che smuovono le coscienze.

Donne colte in momenti di passione, o mentre camminano e si lasciano ammirare. Sguardi catturati in determinati attimi si nascondono tra i colori, tra i vortici cromatici della Tlish, che sembra raccontare un po’ di sé in ogni sua opera.

In altre frangenti, invece, la donna ricorda una moderna Selene, dea della Luna, simbolo di femminilità e di fertilità.

È come se l’artista rappresentasse i mille volti di sé, racchiudendoli in spazi cromatici che sono i mondi onirici racchiusi nella sua mente. Fatti di speranze, tribolazioni, ricordi, paure e rimpianti.

L’artista ha due aspetti peculiari: energia e speranza.

Le sue opere, infatti, si caratterizzano per colori vivaci legati alla terra e al fuoco, mentre altre giocano con il bianco e i toni di grigio.

Nel primo caso, si evince la forte esuberanza caratteriale, la voglia di farsi ascoltare dal mondo, da chi la circonda. Nel secondo, l’apertura mentale nei confronti dei cambiamenti.

Aida Tlish cerca la purezza, nella speranza di un futuro migliore, che reinventa sulle tele attraverso l’estroflessione delle emozioni.

Il corpo femminile è importante per la Tlish e caratterizza gran parte della sua arte. Ma l’artista utilizza le curve e l’armonia della donna non soltanto sotto il profilo estetico, legato al senso visivo, ma ne analizza lo spirito. I colori e gli sfondi in cui sono immersi quei corpi, allora, diventano la rappresentazione dell’anima di quelle protagoniste, delle persone che abitano in quei fisici. Il più delle volte, parlano di se stessa.

Di come il mondo dovrebbe aprirsi di più alle donne, rispettandole e puntando a una vera uguaglianza di genere ancora in là da venire.

Aida Tlish ama anche sperimentare, passando dalle pennellate a cellette, riconducibili alla scuola vangoghiana, all’astrattismo più viscerale e moderno, dove le gocce che scivolano sulla tela sono metafora delle lacrime e le macchie di colore compongono i suoi mondi onirici.

Non ci sono ombre sulle tele della Tlish. Non ne ha bisogno, perché ella manifesta ciò che è invisibile agli occhi. Quanto va oltre l’immagine.

L’artista partecipa a concorsi di pittura fin da quand’era una bambina. Ha studiato nella scuola d’arte e accademia d’arte privata di Yuri Sheudzen.

Vive a Genova dal 2017. Allieva di Giorgio Moiso.

In Italia ha partecipato alle mostre:

Lo stato dell’arte al tempo della 58 biennale di Venezia;

La democrazia nell’arte, Fabbrica del Vapore, Milano

Mostra Nazionale d’arte Contemporanea, Galleria Satura, Genova

Espone in permanenza presso il Palazzo Falcone & Dei Principi Sanseverino Da Bisagnano, Cosenza