Presentazione di Anna Bellinazzi

Presentazione di Anna Bellinazzi

di Pasquale Di Matteo, Critico d’Arte

Nell’Arte di Anna Bellinazzi, a prevalere è il sogno, in cui le scene oniriche sono teatro dei fraseggi dell’anima di un’artista capace di frammentare gli episodi del vivere quotidiano, fino a sviscerarli, analizzandoli con attenzione.

Le sue opere sono un trionfo di cromie che rappresentano un presente che alla Bellinazzi non piace, ma dove non mancano mai orizzonti luminosi, carichi di speranza.

Le sue scene immerse nella natura, il ricorso all’utilizzo di piume vere e la raffigurazione di gatti, danno l’idea di come Anna Bellinazzi sia profondamente legata all’ambiente e al mondo animale, verso i quali auspica una maggior attenzione da parte dell’uomo.

Nel suo realismo fiabesco, la Bellinazzi alimenta il desiderio di riformulare la realtà, trasformando la magia del sogno in linfa vitale di ogni giorno; le donne alate sono retaggio del suo recondito desiderio di evasione, di fuggire da un presente che sente opprimente, che la racchiude in una vita che indossa come una prigione fatta di delusioni, di rapporti umani deleteri, così come di soprusi e di ingiustizie di cui il mondo si macchia di continuo e che non sfuggono all’attenzione della pittrice.

L’atto del dipingere, allora, in Anna Bellinazzi non è soltanto un momento di creatività, ma vera e propria liberazione, uno sfogo catartico per l’anima, con cui la pittrice si esprime, dando voce alle emozioni.

La sua stessa grammatica dei colori è un grido disperato, una richiesta di aiuto e una denuncia delle storture del mondo, che si susseguono al ritmo di un invisibile pentagramma con cui si alimenta la vena artistica di questa suggestiva protagonista dell’arte contemporanea.

Anna Bellinazzi usa la luce come punto di riferimento, come una stella da seguire nel buio della notte, che manifesta ogni sua speranza riposta nel futuro, malgrado i travagli vissuti nel presente.

Il nero è il luogo più recondito di se stessa, laddove maturano le emozioni, assemblate con le sensazioni e i travagli del vivere quotidiano, mentre le tonalità di rosso manifestano la passione che agita l’animo tormentato dell’artista.

Eppure, il frequente utilizzo di toni riconducibili al blu denota la spiccata vena meditativa di Anna Bellinazzi, con la quale alimenta gran parte della sua espressione artistica.

Attraverso i suoi viaggi onirici, la pittrice parla dell’identità e della personalità, nonché dei tanti ruoli recitati dall’essere umano, con scene oniriche in cui le figurazioni femminili somigliano ad estroflessioni della sua stessa persona, quasi l’artista fosse ancora alla ricerca della sua vera essenza.

Anna Bellinazzi è senza dubbio un’artista interessante, la cui potenza evocativa è espressione di una ricerca continua dentro sé, così come nel ruolo di cittadina del mondo, un viaggio che declina sulle tele con la luce suggestiva che ne caratterizza l’arte e con il prepotente utilizzo della sintassi dell’anima.