Presentazione di Ivan Todaro

IVAN TODARO SOULHARMONY

Ivan Todaro

di Pasquale Di Matteo

Non si può parlare di Ivan Todaro senza parlare della sua arte, perché impossibile creare una netta dicotomia tra l’uomo e l’artista.

I colori di Todaro, infatti, sono estroflessioni del suo essere, della sua anima che si declina sui supporti, raccontando sensazioni, emozioni e tormenti del pittore, in un inesauribile turbinio di cromie che si fondono a lasciare impronte del suo passaggio nel mondo.

Ivan Todaro è nato a Milano, nel 1975, e risiede in provincia di Cremona, ma è prima di tutto un cittadino del mondo; la sua mente aperta, la sua esuberanza, unitamente alla frizzante necessità di aprirsi agli altri, hanno portato il pittore a vivere la strada, in varie parti d’Italia e del pianeta, esperienze che hanno permesso all’artista cremonese di appropriarsi di un pezzetto di anima delle molte persone incontrate nel suo vagare.

Un viaggio non soltanto geografico, ma soprattutto dell’anima, nel quale Todaro ha incamerato una quantità enorme di racconti, di ricordi, di esperienze, di sguardi, tutti racchiusi in emozioni che hanno plasmato il carattere dell’uomo, permettendo all’artista di elevare la sua espressione.

Ivan Todaro è un’artista informale, in cui i colori che prevalgono sono: il rosso; il blu; il giallo.

Questi tre colori primari vengono declinati da Todaro in diverse sfumature, per meglio rappresentare gli stati d’animo del pittore, che sono il motore di tutta la sua produzione.

Il rosso rappresenta la passione, l’amore, l’essenza stessa della vita, essendo il colore del sangue, e, nelle opere di Todaro, assume quasi il ruolo di linfa vitale, come se l’artista volesse infondere vita alle sue creazioni.

Il giallo è pura energia, luce che si apre alla speranza, fino a diventare desiderio di cambiamento, facendosi quasi bianco.

E in Todaro, speranza e cambiamento sono elementi viscerali, perché l’artista è prima di tutto un uomo aperto al confronto con gli altri, perciò nutre un profondo desiderio di cambiare la società contemporanea, in cui l’egoismo e la voglia di prevalere di pochi sugli altri sono mantra riconosciuti persino nelle pubblicità con le quali i media propongono i modelli da seguire, le vite finte a cui ambire, fatte di uomini alla guida di auto di lusso, di donne perfette che indossano gioielli costosi, dove tutti abitano in luoghi mozzafiato, in cui esiste soltanto il benessere, dove la povertà, le carestie e i conflitti sembrano solo l’incubo di una notte.

Un animo nobile, quello di Todaro, che si evince anche dall’uso frequente del blu, colore della meditazione, della ragionevolezza, con il quale l’artista cremonese suggerisce di ricollegarci alla nostra parte inconscia e più vera.

Un’attenzione per l’inconscio che Todaro invita a osservare partendo dalle nostre singole vite, troppo spesso disegnate su misura per le persone che ci circondano piuttosto che su noi stessi, in cui a essere felici sono tutti gli altri, tranne proprio noi.

A volte, si ritrovano guizzi di nero che si muovono tra gli altri colori, estroflessione dei pensieri dell’artista, ma anche elemento raffinato con il quale Todaro sembra voler legare ogni altra cosa, per riplasmare il momento, la società e il mondo in cui vive.

Ivan Todaro anima i colori sulle tele con macchie che si mescolano, si inseguono, arrovellandosi in vortici cromatici che sono metafora dei nostri giorni, fatti di incontri, situazioni e avvenimenti che diventano problemi oppure occasioni a seconda delle nostre risposte.

E Todaro, con le sue forme inconsistenti, liquide, che si modellano secondo l’indole di chi le osserva, ci propone di essere proprio come quei colori, multiforme, liquidi e non rigidi, in modo da affrontare la vita con la mente aperta e senza preconcetti che, il più delle volte, sono limiti che ci imponiamo, fino a rinchiuderci da soli in una prigione.

Ivan Todaro, nella sua esuberanza creativa, ha dato vita anche a diverse sculture, nonché a opere pittoriche diverse dalla sua produzione informale.

Nelle sculture, protagonisti sono gli animali, plasmati con resine e colori, in un chiaro messaggio con cui l’artista auspica un ricongiungimento tra il mondo umano e quello animale.

Suggestivi sono i cuori materici che sembrano pulsare dall’interno della tela, fino a voler esplodere, in un richiamo all’amore e alla fratellanza con cui l’artista vorrebbe abbracciare il mondo intero.

Altro filone quello dedicato a Topolino, a Paperino, a Snoopy e ai fumetti, un richiamo a ricercare le risposte nella parte più fanciullesca dell’uomo, perché la bontà dei bambini è genuina e vera, non ancora esacerbata e inquinata da interessi e secondi fini dell’età adulta.

Non a caso, Todaro imbratta le banconote con questi simboli fanciulleschi, cercando di dare il giusto valore a quelli che sono pezzi di carta, ma ormai considerati dai più come l’unica vera forma di dio da venerare.

Altra serie importante, quella delle raffigurazioni del mondo, declinato con colori e temi differenti, in un bisogno di fratellanza e di apertura mentale che Todaro cerca di trasmettere a chiunque osservi le sue tele, ricordando che siamo tutti uomini e donne e che i confini esistono soltanto in menti troppo piccole per contenere un concetto tanto elevato qual è l’essere umano.

Ivan Todaro è molto attivo in Mostre Personali e rassegne artistiche e ha un proprio sito internet: ivantodaro.it.