Presentazione di Roberto Dominelli

di Pasquale Di Matteo, Critico d’Arte.

Roberto Dominelli è un artista viscerale, la cui peculiarità si ritrova nell’ermeticità delle sue trame, che spesso sono racchiuse in gabbie, e dai frammenti su tela.

Si tratta di un artista che ha vissuto anni di tormento e di sperimentazione, prima di trovare il suo cammino artistico, alla ricerca di uno stile identitario che lo caratterizzasse nel suo modo di raccontare il presente.

Dominelli destruttura il nostro tempo, per ricostruirlo con la sua arte, fatta di trame, di intrecci, di estroflessioni tridimensionali e di frammenti, attraverso cui l’artista ricompone le connessioni sinaptiche del cosmo, dando forma a un’unione di tutti gli elementi in maniera più armonica.

Per Dominelli, la vastità dello spazio in cui dovremmo muoverci risulta essere totale, mentre spesso ci autocostringiamo in gabbie, sopraffatti da regole, stereotipi e vincoli.

Non a caso, l’artista sperimenta ed elabora trame e sculture a tre dimensioni, per poi giungere ai frammenti, dove non prevalgono né la bidimensionalità, né la tridimensionalità, bensì l’infinito.

Un luogo fatto di tutti gli elementi del vivere, che trovano un collante dalle riflessioni di Dominelli, per il quale ogni singola cellula, ogni frammento, ogni elemento, uomo o essere vivente contribuisce a creare l’ambiente, il costruttivismo dimensionale che è parte dell’infinto.

In effetti, Dominelli filosofa in merito alla libertà, dando luogo a tanti interrogativi attraverso le sue trame, domande che pongono al centro la stessa esistenza dell’uomo.

Infatti, con i vincoli indotti dalle sue gabbie, dalle trame che disegnano percorsi sinuosi e non riconducibili a linee standardizzate, l’artista ci obbliga a pensare all’essere umano: l’uomo nasce, poi viene istruito a lavorare per produrre oggetti per lo più inutili, ma che la società e i media rendono a tal punto attraenti da desiderarne il possesso.

Di pari passo, viviamo un tempo in cui l’uomo di successo non è chi vanta spessore culturale e/o d’animo, ma chi detiene il possesso degli oggetti prodotti: case, auto, orologi, dispositivi elettronici, vestiti…

Maggiore è il costo degli oggetti posseduti, più elevato è il valore che la società attribuisce al possessore.

E per produrre, la gran parte degli uomini vive svegliandosi sempre alla stessa ora, per percorrere il medesimo tragitto, che conduce a scatole più o meno strette, dove sentirsi incastrati tra movimenti ripetuti come macchine e gli ordini di superiori di cui non si ha alcuna stima.

Giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, fino alla fine.

Dominelli ci dà la possibilità per emanciparci, per accendere la luce, comprendendo che la schiavitù di questa finta libertà può essere sostituita con una vita diversa solo percorrendo altre vie, formulando altre forme di vita, a cominciare da noi stessi, senza aspettare un messia che ci liberi.

L’artista, con la sua elegante espressione si dimostra validissimo narratore del suo tempo, capace di sviscerare il presente, declinandolo in opere che sono sottili metafore, sature di messaggi dal disarmante potere filosofico.

Roberto Dominelli, con la sua arte, per certi versi, ermetica, è un artista originale e dallo stile raffinato, sia sotto il profilo estetico, sia per l’aulico messaggio che trasmette.